Scudo Legale Attivo: Blocca i pignoramenti di banche e fisco con le nuove misure protettive del Codice della Crisi.

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Manuale di Sopravvivenza e Risanamento per PMI

Esplora le nostre 21 guide pratiche scritte per aiutarti a superare lo squilibrio finanziario. Clicca su un argomento, analizza la norma e scopri come agire prima che sia tardi. “

Molti imprenditori temono che l’attivazione di un percorso di risanamento comporti l’immediata perdita del controllo aziendale, con la sostituzione della governance da parte di figure giudiziali. La Composizione Negoziata della Crisi (CNC, art. 12 CCII) smentisce radicalmente questo timore. Introdotta come strumento confidenziale e volontario, si fonda sul principio di derivazione comunitaria del debtor in possession. L’imprenditore conserva la piena gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa “.

L’esperto indipendente nominato dal sistema camerale non si sostituisce agli amministratori, ma svolge un ruolo terzo di facilitatore delle trattative con banche, erario e fornitori (art. 13 CCII) “. L’accesso a questo percorso garantisce alle controparti commerciali l’esenzione dall’azione revocatoria per tutti gli atti e i pagamenti eseguiti in conformità alle trattative (art. 24 CCII) “, un effetto protettivo fondamentale che una normale negoziazione stragiudiziale privata non potrebbe mai assicurare `[2]`.

L’impegno di Salva Impresa: Prima di accedere alla piattaforma, è indispensabile predisporre un progetto di piano di risanamento coerente. I consulenti della nostra rete analizzano i tuoi bilanci e strutturano il piano di risanamento industriale idoneo per farti accedere alla procedura con il massimo delle tutele “.

Durante una fase di tensione finanziaria, i debiti commerciali rischiano di accumularsi, minacciando la catena degli approvvigionamenti e l’operatività ordinaria `[3, 4]`. Sospendere i pagamenti in modo unilaterale o allungare arbitrariamente le scadenze distrugge la fiducia dei fornitori chiave `[4]`. Lo strumento più efficace e flessibile per ridefinire le modalità di pagamento è il Piano di Rientro `[5, 6]`.

Trattandosi di un accordo a struttura libera, esso deve essere redatto per iscritto e contenere clausole e informazioni essenziali per tutelare entrambe le parti `[5, 3]`:

  • Mappatura del debito: Identificazione precisa delle fatture insolute e del debito originario `[5, 3]`.
  • Piano di ammortamento: Indicazione dettagliata del numero delle rate, dell’importo di ciascuna (costante o differenziato) e delle scadenze perentorie di pagamento `[5, 3]`.
  • Clausola di salvaguardia: Impegno espresso del creditore a non avviare azioni esecutive o decreti ingiuntivi per tutta la durata del piano, condizionato al puntuale pagamento delle rate `[5, 3]`.
L’impegno di Salva Impresa: Nel corso della riunione iniziale, i nostri legali analizzano lo scadenziario dei tuoi fornitori ed elaborano piani di rientro bilaterali o multilaterali su misura, garantendo il mantenimento del rapporto commerciale e la continuità della produzione “.

I rapporti con gli istituti di credito in fase di pre-crisi o di tensione finanziaria richiedono una profonda competenza tecnica in materia bancaria. Il mediatore creditizio, figura professionale iscritta all’elenco tenuto dall’Organismo degli Agenti e dei Mediatori (OAM), svolge il ruolo cruciale di mettere in relazione l’impresa in difficoltà con banche o intermediari finanziari (art. 128-sexies TUB) `[7, 8, 9]`.

L’intervento del mediatore creditizio non si limita a richiedere nuova finanza, ma si focalizza sulla rinegoziazione delle linee di credito esistenti: allungamento della durata dei mutui, abbattimento del tasso di interesse applicato, concessione di periodi di preammortamento o consolidamento dei debiti di breve periodo `[8]`. La banca, sapendo che il mediatore opera senza legami con gli istituti che ne possano compromettere l’indipendenza, offre condizioni migliori `[7, 8]`.

L’impegno di Salva Impresa: Attraverso i nostri partner mediatori creditizi iscritti all’OAM, gestiamo l’istruttoria preliminare delle pratiche di finanziamento e rinegoziazione, analizzando in Centrale Rischi la tua esposizione per presentare alle banche un piano di ristrutturazione del debito credibile e sostenibile “.

Quando un’impresa affronta una fase di risanamento e riorganizzazione strategica (turnaround), la risorsa più preziosa e scarsa è la liquidità “. In questi contesti, la direzione aziendale deve abbandonare la logica della competenza economica per adottare un modello di gestione rigidamente “Cash-Oriented” “.

Il focus primario deve essere diretto a:

  • Preservare la liquidità core: Convogliare i flussi di cassa disponibili esclusivamente sul mantenimento degli asset e delle attività produttive strategiche dell’impresa, sospendendo temporaneamente gli investimenti non strategici “.
  • Pianificazione rolling a breve termine: Implementare budget di cassa mensili e settimanali per monitorare entrate e uscite effettive, tenendo sotto controllo la rotazione del capitale circolante netto operativo “.
L’impegno di Salva Impresa: Grazie ai nostri software dedicati al controllo di gestione, ti aiutiamo a implementare un sistema di monitoraggio della tesoreria in tempo reale, pianificando gli interventi industriali necessari per arrestare l’erosione di cassa e rilanciare l’attività “.

L’articolo 25-quinquies del Codice della Crisi rappresenta la norma di chiusura del sistema di accesso alla Composizione Negoziata della Crisi “. In passato, l’esistenza di un ricorso pendente per l’apertura della liquidazione giudiziale (ex fallimento) promosso da un creditore o dalla Procura dello Stato generava profondi dubbi sulla possibilità di richiedere la nomina dell’esperto “.

Il Decreto Correttivo-ter (D.Lgs. 136/2024) ha sciolto ogni incertezza interpretativa: l’imprenditore può presentare domanda di accesso alla CNC anche in pendenza di un’istanza di liquidazione giudiziale “. L’unico limite insuperabile è rappresentato dalla pendenza di un procedimento formale di concordato preventivo o di ristrutturazione dei debiti già avviato ai sensi dell’articolo 40 o dell’articolo 54, comma 3 del CCII “.

L’impegno di Salva Impresa: Se hai ricevuto la notifica di un’istanza di liquidazione giudiziale, non attendere l’udienza. Durante la riunione iniziale strategica, verifichiamo la sussistenza dei requisiti di accesso alla CNC per richiedere immediatamente la nomina dell’esperto e bloccare la pronuncia di insolvenza “.

L’accesso alla Composizione Negoziata non concede una libertà d’azione incondizionata agli amministratori. L’articolo 21 del Codice stabilisce che, se l’imprenditore versa in uno stato di crisi, dovrà gestire l’impresa “in modo da evitare pregiudizio alla sostenibilità economico-finanziaria dell’attività” `[10]`.

Durante le trattative vigono regole comportamentali precise “:

  • Atti di straordinaria amministrazione: L’imprenditore deve informare preventivamente l’esperto per iscritto prima di compiere qualsiasi atto straordinario o eseguire pagamenti non coerenti con il piano (art. 21 CCII) “.
  • Dovere di lealtà e correttezza: Tutte le parti coinvolte (debitori, creditori, sindaci) devono comportarsi secondo buona fede e correttezza, fornendo informazioni trasparenti e non omettendo dati rilevanti “.
L’impegno di Salva Impresa: Affianchiamo l’organo amministrativo nella gestione quotidiana della CNC, monitorando la conformità di ogni operazione straordinaria per evitare contestazioni di irregolarità o la revoca delle misure di protezione “.

A partire dal 1° gennaio 2025, a seguito della riforma introdotta dal D.Lgs. 110/2024, le regole per la dilazione di cartelle ed avvisi gestiti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdeR) sono cambiate radicalmente `[1]`. La legge consente oggi di estendere i piani di pagamento fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni) (art. 19 DPR 602/1973) `[1, 11]`.

La procedura si suddivide in due canali operativi `[1, 11]`:

  • Istanze fino a 120.000 Euro (“semplice richiesta”): La concessione del piano avviene online senza obbligo di allegare documentazione economica `[1, 11]`. Il limite massimo di rate concedibili senza documenti aumenta progressivamente: 84 rate negli anni 2025-2026, 96 rate negli anni 2027-2028 e 108 rate a partire dal 2029 `[1, 11]`.
  • Istanze superiori a 120.000 Euro (“richiesta documentata”): Se il debito supera la soglia, l’impresa deve documentare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica presentando il Modulo RDG correlato dall’analisi dell’indice Alfa `[1, 11]`. Su tutti i piani concessi si applica il tasso di interesse legale dell’1,5% annuo `[1, 11]`.
L’impegno di Salva Impresa: Durante la nostra riunione iniziale calcoliamo matematicamente l’indice Alfa della tua ditta e compiliamo l’istanza documentata sul portale AdeR, assistendoti nell’ottenimento della dilazione massima a 10 anni ed evitando errori formali che potrebbero causare la decadenza dal beneficio “.

Il Decreto Correttivo-ter (D.Lgs. 136/2024) ha introdotto una novità importante inserendo il comma 2-bis all’articolo 23 del Codice della Crisi “. Per la prima volta, l’imprenditore può proporre un accordo di transazione fiscale direttamente nella fase stragiudiziale della Composizione Negoziata, puntando a ottenere la falcidia (riduzione) delle imposte erariali amministrate dalle agenzie fiscali e lo stralcio di sanzioni e interessi `[12]`.

Tuttavia, l’operatività di questo strumento in sede di CNC presenta dei limiti rigorosi `[12]`:

  • Nessun Cram Down: La CNC ha natura stragiudiziale, quindi il Tribunale non può omologare forzosamente l’accordo se l’Agenzia delle Entrate rifiuta la proposta `[12]`.
  • Esclusioni oggettive: Non è possibile includere i crediti previdenziali e assistenziali (INPS e INAIL) e i tributi locali (IMU e TARI) `[12]`.
  • Requisiti documentali: Sono necessarie due relazioni: una di un professionista indipendente attestante la convenienza rispetto alla liquidazione giudiziale, e una del revisore legale sulla veridicità dei dati contabili `[12]`.
L’impegno di Salva Impresa: I periti e i revisori legali della nostra rete predispongono le asseverazioni obbligatorie richieste dall’art. 23 CCII, certificando la convenienza della tua proposta e assistendoti nel dialogo con le direzioni provinciali dell’Agenzia delle Entrate per ottenere l’approvazione del piano “.

Se le trattative stragiudiziali in Composizione Negoziata falliscono a causa del rifiuto o del silenzio dell’Amministrazione finanziaria, l’impresa ha a disposizione una seconda e più potente linea di difesa nei procedimenti concorsuali del Concordato Preventivo (art. 88 CCII) o degli Accordi di Ristrutturazione dei Debiti (art. 63 CCII) `[12]`.

In queste sedi giudiziali, lo strumento della transazione fiscale acquisisce poteri incisivi `[12]`:

  • Inclusione del debito previdenziale: È espressamente consentito proporre il pagamento parziale e la falcidia anche per i crediti contributivi INPS e INAIL `[12]`.
  • Operatività del Cram Down (Omologazione Forzosa): Se il voto o l’adesione degli enti pubblici (Erario e INPS) è determinante per il raggiungimento delle maggioranze, il Tribunale ha il potere di omologare forzosamente la transazione superando il dissenso dell’ente pubblico, a patto che la proposta sia conveniente rispetto alla liquidazione giudiziale (art. 63 e 88 CCII) `[13, 12]`.
L’impegno di Salva Impresa: Qualora la CNC non sia sufficiente, i nostri avvocati tributaristi predispongono il ricorso per l’accordo di ristrutturazione o concordato preventivo, attivando il meccanismo del cram down per imporre al Fisco e all’INPS il taglio del debito asseverato “.

Le microimprese e le piccole attività commerciali che non superano le soglie dimensionali stabilite dalla legge (attivo non superiore a 300.000 euro, ricavi lordi annui non superiori a 200.000 euro e debiti complessivi non superiori a 500.000 euro) non sono soggette alla procedura di liquidazione giudiziale ordinaria `[14]`.

Per queste ditte minori, lo strumento concorsuale d’eccellenza per regolare l’esposizione debitoria verso il Fisco e i creditori commerciali è il Concordato Minore (art. 74 CCII) “. Attraverso l’ausilio degli Organismi di Composizione della Crisi (OCC) del territorio, l’imprenditore può presentare un piano di ristrutturazione del debito basato sulla sua reale capacità di generazione di cassa, ottenendo l’esdebitazione (cancellazione totale) di tutti i debiti residui che non possono essere pagati “.

L’impegno di Salva Impresa: Rileviamo se la tua ditta possiede i requisiti dimensionali sotto-soglia e ti assistiamo nella redazione della proposta di concordato minore, curando l’interlocuzione con gli OCC territoriali (Comunali, degli Avvocati o dei Commercialisti) per ottenere l’omologazione giudiziale e la tua completa ripartenza professionale “.

I debiti previdenziali in fase amministrativa (non ancora cartolarizzati o iscritti a ruolo esattoriale da AdeR) possono essere ristrutturati presentando formale istanza di rateazione direttamente all’INPS “.

Le regole del piano ordinario stabiliscono che `[15]`:

  • Ammissibilità delle ritenute: La dilazione può includere anche le ritenute previdenziali a carico dei lavoratori, fermo restando l’obbligo penale se l’omissione supera le soglie di legge “.
  • Effetti dell’istanza: La presentazione della domanda comporta l’esplicito e incondizionato riconoscimento del debito e la rinuncia a qualsiasi contenzioso in corso `[15]`.
  • Rinvio ed estensione: In presenza di una comprovata e persistente difficoltà economica, l’impresa può accedere a un secondo piano di dilazione in corso di ammortamento (fino a 36 rate per debiti entro 500.000 euro, o fino a 60 rate per importi superiori) `[15]`. La presenza di due piani attivi preclude l’invio di nuove istanze `[15]`.
L’impegno di Salva Impresa: Verifichiamo lo stato dei tuoi debiti contributivi sul cassetto previdenziale INPS e presentiamo le istanze di rateazione amministrativa, pianificando l’estinzione ordinaria dei debiti previdenziali in perfetto coordinamento con la gestione della tesoreria aziendale “.

L’articolo 2086, comma 2 del Codice Civile rappresenta la norma cardine della corporate governance italiana “. Essa impone all’imprenditore collettivo l’obbligo inderogabile di istituire e mantenere un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, finalizzato alla rilevazione tempestiva dello stato di crisi e della perdita della continuità aziendale (art. 3 CCII) “.

Se l’impresa scivola verso il dissesto economico e gli amministratori non hanno istituito tali assetti o hanno ritardato l’attivazione degli strumenti di risanamento, essi rispondono personalmente e illimitatamente con tutto il proprio patrimonio personale per il danno cagionato alla società e ai creditori per aver aggravato il dissesto “. Al contrario, l’istituzione di un adeguato controllo di tesoreria solleva l’amministratore da responsabilità personali in caso di sfortuna commerciale, in applicazione della *business judgment rule* “.

L’impegno di Salva Impresa: Ti supportiamo nell’implementazione dei controlli di gestione e dei flussi informativi previsti dall’art. 2086 c.c., redigendo le checklist periodiche e rilasciando l’attestazione annuale di conformità per blindare legalmente il patrimonio personale degli amministratori “.

Un errore comune è ritenere che l’attività agricola, per la sua natura tradizionale e biologica, sia esentata dagli obblighi di monitoraggio aziendale previsti per le imprese commerciali “. Il Decreto Correttivo-ter (D.Lgs. 136/2024) ha espressamente chiarito che l’obbligo di istituzione di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili si estende integralmente anche all’impresa agricola “.

L’adeguatezza dell’assetto per l’azienda agricola si trasforma in un dovere di “lungimiranza e custodia” delle risorse e della terra “. L’assetto deve essere strutturato per monitorare la redditività delle colture, la sostenibilità biologica e i flussi finanziari prospettici, consentendo anche all’imprenditore agricolo di accedere a strumenti negoziali protetti come la Composizione Negoziata “.

L’impegno di Salva Impresa: I nostri esperti del comparto agroalimentare adattano i parametri di controllo alle specificità del ciclo biologico della tua azienda, definendo un sistema organizzativo conforme alla legge che valorizzi gli investimenti regionali e protegga la continuità d’impresa “.

Nel diritto della crisi, saper distinguere graficamente e contabilmente tra inadempimento e insolvenza è fondamentale per evitare sanzioni e scegliere la via d’uscita corretta (art. 2 CCII) “.

  • L’Inadempimento: È un fenomeno oggettivo e duale tra debitore e creditore, caratterizzato dal mancato pagamento di una prestazione o obbligazione nei termini contrattuali stabiliti “. Può essere temporaneo, reversibile e legato a una sfortunata carenza di liquidità “.
  • L’Insolvenza: È uno stato patologico e strutturale del debitore, caratterizzato dall’incapacità complessiva del suo patrimonio di far fronte regolarmente e con mezzi normali alle proprie obbligazioni “. Si manifesta con inadeguatezza dei flussi e impossibilità di adempiere regolarmente (art. 2, co. 1, lett. b CCII) “.
L’impegno di Salva Impresa: Nel corso dell’analisi preliminare di risanabilità, i nostri professionisti analizzano la struttura patrimoniale della ditta per determinare se lo squilibrio sia un inadempimento gestibile con accordi di moratoria o un’insolvenza strutturale che richiede l’attivazione immediate di misure protettive giudiziali “.

Gli organi di controllo societario (Collegio Sindacale, Sindaco Unico e Revisore Legale) hanno la responsabilità di vigilare costantemente sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza del funzionamento degli assetti organizzativi (art. 2403 c.c.) “.

Ai sensi dell’articolo 25-octies del CCII, qualora riscontrino la perdita della continuità aziendale o l’esistenza di segnali di allarme finanziari, hanno l’obbligo di segnalarlo immediatamente per iscritto all’organo amministrativo “. Se l’amministratore ignora la segnalazione, i sindaci devono procedere con gli adempimenti successivi, pena la corresponsabilità solidale per l’aggravamento del dissesto in caso di liquidazione giudiziale “.

L’impegno di Salva Impresa: Collaboriamo attivamente con i sindaci e i revisori della tua società, fornendo loro i report di tesoreria, i calcoli del DSCR e le proiezioni finanziarie di Salva Impresa per dimostrare la trasparenza della gestione ed evitare l’avvio di contestazioni o denunce di irregolarità “.

Il Piano di Ristrutturazione soggetto ad Omologazione (PRO), disciplinato dagli articoli 64-bis, 64-ter e 64-quater del CCII, rappresenta lo strumento più innovativo e flessibile introdotto dalla riforma concorsuale “. Il PRO consente all’imprenditore commerciale (non minore) di superare le rigidità delle procedure concorsuali classiche “.

Le caratteristiche esclusive del PRO includono “:

  • Deroga alla par condicio e alle prelazioni: Il debitore ha la facoltà di distribuire il plusvalore generato dal piano in modo libero tra i creditori, persino favorendo i creditori chirografari strategici, senza rispettare l’ordine delle cause legittime di prelazione “.
  • Unico limite per i lavoratori: L’unico vincolo insuperabile è il pagamento integrale in denaro dei crediti privilegiati dei lavoratori ex art. 2751-bis, n. 1 c.c. entro 30 giorni dall’omologazione “.
  • Regola del consenso unanime: Per ottenere l’omologazione del PRO, la proposta deve essere approvata da tutte le classi dei creditori mediante voto favorevole all’interno di ciascuna categoria “.
L’impegno di Salva Impresa: La strutturazione del PRO richiede un’analisi millimetrica per la suddivisione del ceto creditorio in classi omogenee. I nostri advisor finanziari e legali progettano la proposta di PRO e gestiscono le trattative per assicurarne il voto favorevole da parte delle classi “.

Il Concordato Preventivo in Continuità Aziendale (art. 84 CCII) si basa sull’orientamento unionale volto alla tutela e alla valorizzazione della viability dell’impresa sana “. La legge riconosce che l’interruzione dell’attività economica deprime gravemente l’attivo, devaluta i crediti commerciali e distrugge l’avviamento e i posti di lavoro “.

I presupposti fondamentali del concordato in continuità (diretta o indiretta) sono “:

  • Soddisfacimento non inferiore alla liquidazione: I creditori devono ricevere un trattamento non inferiore rispetto a quello realizzabile in caso di liquidazione giudiziale (art. 84, co. 1 CCII) “.
  • Regole di riparto flessibili: Il piano di ammortamento deve rispettare la absolute priority rule (priorità assoluta) solo per la ripartizione del valore di liquidazione, mentre il valore eccedente (il plusvalore derivante dalla continuità) o gli apporti esterni dei soci possono essere ripartiti in deroga all’ordine dei privilegi, applicando la più blanda relative priority rule (priorità relativa) (art. 84, co. 6 CCII) “.
L’impegno di Salva Impresa: Progettiamo piani di concordato in continuità diretta o indiretta, gestendo la redazione dei flussi previsionali e l’istruttoria per l’omologazione in Tribunale, garantendo la conservazione dei valori aziendali e la sicurezza della ditta “.

Se le trattative avviate in Composizione Negoziata della Crisi si sono svolte secondo correttezza e buona fede, ma non hanno condotto a un accordo, l’imprenditore ha a disposizione una corsia di uscita speciale denominata Concordato Semplificato per la liquidazione del patrimonio (art. 25-sexies CCII) “.

I vantaggi esclusivi di questo strumento includono “:

  • Assenza di voto dei creditori: La procedura non prevede l’adunanza dei creditori né il loro voto. L’ammissione e l’omologazione del piano sono rimesse esclusivamente alla decisione del Tribunale, sentito il parere dell’esperto e del commissario “.
  • Nessuna suddivisione obbligatoria in classi: La procedura è semplificata al massimo, accelerando i tempi della liquidazione ed eliminando le lungaggini tipiche del concordato liquidatorio ordinario “.
  • Esenzione da revocatorie: Tutte le vendite effettuate dal liquidatore giudiziale beneficiano dell’effetto purgativo da gravami e ipoteche e dell’esenzione da revocatorie “.
L’impegno di Salva Impresa: Se la CNC non si chiude con un accordo, ti assistiamo nella transizione immediata, entro il termine perentorio di 60 giorni, verso il Concordato Semplificato, salvaguardando il patrimonio residuo ed escludendo qualsiasi rischio penale societario “.

Nel disegno normativo del riformato Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII), ulteriormente affinato dal Decreto Correttivo-ter (D.Lgs. n. 136/2024), l’individuazione e la corretta quantificazione del valore di liquidazione del patrimonio costituiscono il perno attorno al quale ruotano l’ammissibilità, la fattibilità e la stabilità economico-giuridica delle proposte di risanamento concorsuale “.

1. Definizione Tecnica e Criterio di Calcolo Netto

Ai sensi del novellato articolo 87, comma 1, lett. c) del CCII, il valore di liquidazione rappresenta la stima dell’attivo complessivo realizzabile dal patrimonio dell’impresa debitrice, alla data della domanda di concordato, nell’ipotetico scenario della liquidazione giudiziale (ex fallimento) “. La legge impone che tale determinazione sia effettuata al netto delle spese di procedura e generali stimabili per il conseguimento del realizzo (quali i compensi dei curatori, dei coadiutori, i costi di conservazione e manutenzione dei cespiti e i tributi inerenti la liquidazione) “.

2. La Natura Dinamica del Valore (Cessione Unitaria vs. Vendita Atomistica)

La norma stabilisce oggi che il perimetro del valore di liquidazione deve incorporare una prospettiva dinamica, includendo il maggior valore economico eventualmente realizzabile dalla cessione dell’azienda o di singoli rami di essa in esercizio (going concern), qualora tale scenario liquidatorio risulti ragionevolmente prevedibile e idoneo a garantire una maggiore soddisfazione per il ceto creditorio rispetto alla dismissione atomistica del compendio “.

3. L’Inclusione Obbligatoria delle Azioni di Massa (Revocatorie e Risarcitorie)

Per configurare in modo corretto e inattaccabile il valore di liquidazione, la stima deve comprendere non solo gli asset materiali e immateriali appostati in bilancio, ma anche tutte le utilità economicamente valutabili che gli organi concorsuali potrebbero ritrarre dal positivo esercizio delle azioni di massa esperibili esclusivamente nello scenario della liquidazione giudiziale “:

  • Azioni Revocatorie (ex art. 166 CCII): Dirette a recuperare pagamenti anomali o atti di disposizione compiuti dall’imprenditore nel periodo sospetto a danno della par condicio “.
  • Azioni Risarcitorie o di Responsabilità (ex art. 255 CCII): Spettanti alla società e ai creditori sociali contro gli amministratori, i sindaci e i revisori per gravi irregolarità di gestione, omesso monitoraggio o aggravamento del dissesto “.

4. Le Cinque Funzioni Cardine nel Sistema delle Regole Distributive

Il valore di liquidazione così determinato cessa di essere un mero dato informativo e assume cinque fondamentali funzioni nel controllo di regolarità della procedura concorsuale “:

  1. Funzione Comparativa (Best Interest of Creditors Test – Art. 84, co. 1, CCII): Nessun piano di concordato può essere omologato se non assicura a ciascun creditore dissenziente un trattamento di utilità economica almeno pari a quello che riceverebbe dall’alternativa della liquidazione giudiziale del patrimonio “.
  2. Funzione Distributiva nello Spartiacque APR vs. RPR (Art. 84, co. 6, CCII): Il valore di liquidazione del patrimonio deve essere distribuito nel rispetto della Absolute Priority Rule (APR) (priorità assoluta) “, mentre la quota di ricchezza eccedente, definita plusvalore da continuità, può essere distribuita osservando la Relative Priority Rule (RPR) (priorità relativa) “.
  3. Funzione di Falcidia dei Creditori Privilegiati (Art. 85, co. 2, CCII): Consente di degradare al rango di chirografo, con effetto a tutti gli effetti concorsuali e di voto, la quota di un credito prelatizio che risulti “incapiente” rispetto al valore di liquidazione del bene sul quale grava la causa legittima di prelazione “.
  4. Funzione di Validazione del Cram Down Fiscale e Previdenziale (Art. 63 e 88, co. 2-bis, CCII): La stima del valore di liquidazione costituisce il parametro di merito indispensabile per dimostrare la convenienza della proposta di transazione per l’Erario e l’INPS, legittimando il Tribunale ad esercitare l’omologazione forzosa superando l’eventuale diniego o il silenzio dell’ente pubblico “.
  5. Funzione di Ristrutturazione Trasversale (Cross-Class Cram Down – Art. 112, co. 2, lett. d, CCII): Permette al Tribunale di imporre ed estendere gli effetti del concordato preventivo in continuità anche a intere classi di creditori dissenzienti, a condizione che nessuna di esse riceva un trattamento inferiore rispetto a quello realizzabile in caso di liquidazione giudiziale “.
L’impegno di Salva Impresa: La corretta quantificazione del valore di liquidazione è un’operazione tecnica di straordinaria complessità, che richiede perizie giurate e asseverazioni che non ammettono approssimazioni “. I nostri periti stimatori e i professionisti indipendenti iscritti agli albi elaborano relazioni estimative inattaccabili, fornendo la prova del valore di liquidazione richiesta dal Tribunale per l’omologa e tutelando l’azienda in ogni sede concorsuale “.

L’articolo 120-quater del Codice della Crisi disciplina le condizioni di omologazione del concordato in continuità aziendale nell’ipotesi in cui il piano preveda che una quota del plusvalore o dell’utilità economica generata dalla ristrutturazione sia riservata o attribuita ai soci storici anteriori alla domanda “.

La norma impone regole di calcolo rigidissime “:

  • La perizia sul valore effettivo: È necessario determinare il “valore effettivo della partecipazione”, inteso come il valore effettivo dell’azienda al momento dell’omologazione, depurato dall’indebitamento operativo e concorsuale “.
  • Il test di comparazione per i creditori: I soci non possono ricevere alcuna utilità se i creditori dissenzienti subiscono un pregiudizio rispetto all’alternativa liquidatoria “. Il valore di liquidazione deve essere ripartito tra i creditori secondo la priorità assoluta, mentre solo la ricchezza eccedente (il plusvalore generato dalla continuità) può essere attribuita ai soci storici “.
L’impegno di Salva Impresa: I nostri advisor finanziari redigono la perizia di valutazione economica richiesta dall’art. 120-quater, garantendo il perfetto equilibrio tra la soddisfazione dei creditori e il mantenimento delle quote azionarie da parte della proprietà “.

Quando l’aggressione dei creditori, delle banche o del Fisco mette a rischio la sopravvivenza stessa della ditta, l’imprenditore può ricorrere alla domanda con riserva (o concordato prenotativo ex art. 44 CCII) “.

La procedura consente di ottenere uno scudo protettivo immediato “:

  • Deposito semplificato: È sufficiente depositare il ricorso unitamente ai bilanci degli ultimi tre esercizi e all’elenco dei creditori, riservandosi di depositare la proposta, il piano definitivo e l’accordo di ristrutturazione entro un termine fissato dal giudice (tra 60 e 120 giorni) (art. 44 CCII) “.
  • Scudo e misure protettive: Dalla data di iscrizione della domanda nel Registro delle Imprese si attivano gli effetti protettivi della domanda piena, congelando azioni esecutive e pignoramenti “.
  • Inefficacia straordinaria non autorizzata: Gli atti di straordinaria amministrazione compiuti senza la preventiva autorizzazione del Tribunale sono inefficaci e causano la revoca immediata della procedura “.
L’impegno di Salva Impresa: Predisponiamo il ricorso prenotativo d’urgenza e assistiamo l’amministratore nella gestione della ditta durante il periodo di riserva, richiedendo al Tribunale le autorizzazioni necessarie per compiere atti straordinari ed elaborando il piano di ristrutturazione definitivo prima della scadenza dei termini “.